• Photo: Maksym Kudymets
    Presentiamo alla Vostra attenzione il progetto fotografico, che racconta la storia moderna dell’Ucraina. La storia, che vogliamo raccontarvi riguarda il periodo da novembre del 2013, dall’inizio della Rivoluzione della Dignità, fino al giorno d’oggi.
  • La sovranità ucraina ha più di mille anni, gli ucraini la conteggiano dalla Rus di Kyiv medievale. Nel corso dei secoli gli ucraini aspiravano il proprio Stato, cominciando le guerre e rivolte, mentre i vicini, più forti a quell’epoca, iniziavano le guerre per conquistarlo.
  • Photo: H. Pshenychny Central State CinePhotoPhono Archive of Ukraine
    Dalla metà di XVII secolo la Moscovia ha sviluppato un’idea maniacale di togliere a tutti costi l’Ucraina dallo spazio europeo e fonderla al suo impero. Per tre secoli, fino alla caduta dell’ultimo impero moscovita (quello Sovietico) essa ci è riuscita benissimo.
  • Photo: Yurko Dyachyshyn
    Perciò, dall’anno 1991, superando i problemi dell’economia post sovietica e la passività dei funzionari post sovietici, gli ucraini esprimevano il desiderio di tornare allo spazio europeo.

Intro

  • Photo: AP
    Nel 2011 il presidente dell’Ucraina di allora Viktor Yanukovych ha dichiarato il sostegno della scelta europea del popolo ucraino e ha annunciato la prontezza dell’integrazione con le strutture europee. La firma dell’accordo di Associazione con l’Unione Europea, che si preparava dal 2007, era un passo importante per poter svolgere tale integrazione. L’integrazione con l’UE è stata sostenuta dalla maggioranza degli abitanti dell’Ucraina. L’unico Stato, che ha dimostrato il suo malcontento nei confronti del vettore estero dell’Ucraina, era la Federazione Russa.
  • Photo: Sergei Karpukhin, REUTERS
    Essa ha iniziato a pressare il governo ucraino di allora, per rendere impossibile la firma dell’Accordo. Presidente russo Vladimir Putin ha tentato di costringere Viktor Yanukovych, con il ricatto e la corruzione, a rinunciare al futuro europeo dell’Ucraina. Perché fin dal XVII secolo i russi considerano l’Ucraina, come la zona dei loro interessi geopolitici, cioè il cosiddetto “mondo russo”. Persino durante tutto il XX secolo il governo russo ha dimostrato più volte al mondo i suoi malvagi intenti nei confronti dell’Ucraina, basta ricordare la distruzione della Repubblica Popolare Ucraina nel 1920, l’Holodomor artificiale, che ha provocato le morti di circa 6 milioni degli ucraini nel 1932-1933, “Rinascimento Fucilato” – l’eliminazione fisica dell’intellighenzia ucraina dal 1936-1938.
  • Photo: Sergei Grits, AP
    A novembre del 2013, qualche giorno prima della firma dell’Accordo, Yanukovych, cedendo alla pressione violenta da parte della Russia, annuncia il rinvio della firma dell’Accordo. Ciò ha provocato l’indignazione del popolo, i cittadini ucraini hanno considerato questo passo come un inganno. Allo stesso modo hanno percepito questa decisione anche i leader dei paesi europei.
  • Photo: Ryan Anderson/Flickr/Creative Commons
    Il 21 novembre del 2013, prima a Kyiv, e poi nelle altre città dell’Ucraina, sono iniziate le manifestazioni massicce, che hanno avuto il nome “Euromaidan”. Il nome deriva dalla piazza principale della capitale, Maidan dell’Indipendenza, dove prima si sono svolte “Rivoluzione sul granito” nel 1990, che ha dato una spinta alla conquista dell’Indipendenza dell’Ucraina, e la “Rivoluzione Arancione” nel 2004, che non ha permesso a Viktor Yanukovych di falsificare i risultati delle elezioni presidenziali.
  • Photo: Oleksandr Piliugin
    I cittadini sono scesi in piazza con la richiesta, rivolta al Presidente, di firmare l’Accordo di Associazione il 29 novembre, durante il summit “l’Ucraina – l’EU”, come era pianificato da tempo.
  • Photo: Konstantin Chernichkin
    I giovani ucraini e l’intellighenzia, i giornalisti, i personaggi pubblici e della cultura, sono diventati il motore delle proteste pacifiche. Tuttavia nelle manifestazioni di massa hanno partecipato tutte le sfere di popolazione, il movimento per l’Ucraina nell’Europa è diventato nazionale.
  • Photo: Petro Zadorozhnyy
    Mentre il governo era occupato con la corruzione, il nepotismo e la copertura dei delinquenti, il popolo ucraino considerava la firma dell’Associazione come una chance di cambiare la situazione. Appunto per questo tanti hanno percepito il rifiuto dell’integrazione europea come la perdita di un’ultima chance per modernizzare il paese.
  • Photo: AFP/tsn.ua
    Nella notte del 30 novembre i corpi speciali della polizia hanno sgomberato con violenza la manifestazione pacifica degli studenti nel Maidan dell’Indipendenza.
  • Photo: REUTERS
    In seguito all’uso di forza illegale le decine di persone sono state ferite e portate negli ospedali. I poliziotti per tutta la notte, perlustrando il centro città alla ricerca di manifestanti, li portava agli uffici distrettuali della polizia.
  • Photo: Sergei Chuzavkov, AP
    Lo stesso atteggiamento durante gli sgomberi delle manifestazioni pubbliche viene praticato già da anni in Russia. Ma questa era la prima volta, che lo stesso modo simile è stato applicato in Ucraina, perciò la società subito si è radicalizzata.
  • Photo: Volodymyr Shuvayev, AFP
    E già tra qualche mese gli ucraini cominceranno a trovare sulle pagine dei militari e poliziotti russi dei vari social network le foto, dove questi militari e poliziotti russi indossano le divise della polizia e dei corpi speciali ucraini.
  • Photo: Maks Trebuhov
    La gente ferita al Maidan dell’Indipendenza, perseguitata dalla polizia, hanno trovato rifugio nel monastero di San Michele della chiesa ucraina del Patriarcato di Kyiv. La chiesa ha dato la possibilità ai manifestanti di nascondersi, riposare e ricevere le cure mediche.
  • Photo: Mstyslav Chernov
    Nella serata del 30 novembre, in piazza davanti al monastero, è stato svolto un meeting spontaneo, in cui hanno partecipato circa 25 mila persone, indignate dalle azioni del governo.
  • Photo: Lazlo Belichay, EPA
    Sul territorio della cattedrale viene creato un centro dei manifestanti. I cittadini comuni iniziano a portare a questo centro i vestiti caldi, gli alimenti, i soldi.

Novembre

  • Photo: Kostiantyn Chernichkin
    Nella giornata del 1 dicembre del 2013 più di un milione degli ucraini si sono radunati per la marcia di protesta a Kyiv, per chiedere di punire i colpevoli del pestaggio degli studenti e ritornare sulla strada dell’integrazione con l’Europa. Le marce e le manifestazioni simili si sono svolte in altre decine di città dell’Ucraina.
  • Photo: Natalia Kravchuk
    Durante i meeting i cittadini chiedevano le dimissioni del Governo, la punizione del Ministro degli affari interni, Vitaliy Zakharchenko, e degli esecutori diretti del ordine efferato. Questo meeting e quelli successivi hanno cominciato a chiamare in modo antico ucraino – “Viche”.
  • Photo: Maksym Balandiukh
    Intero mondo ha rivolto le sue attenzioni alla protesta ucraina, e i media principali hanno raccontato dello sgombero violento e della Marcia del milione. Mentre i canali televisivi russi svolgevano quello, che tra qualche tempo prende il nome di “propaganda di Cremlino”, nei servizi si raccontava dei “piccoli gruppetti dei manifestanti” e dei “fascisti” nel centro di Kyiv.
  • Photo: Sergei Chuzavkov, AP
    Nel frattempo Putin continua a “persuadere” Yanukovych nella correttezza delle sue azioni, proponendogli un prestito di 3 miliardi di dollari e le altre preferenze economiche. La Russia non vuole riconoscere, che sempre più cittadini ucraini sono contro il suo alleato-burattino.
  • Photo: GLEB GARANICH, REUTERS
    A Kyiv, in Maidan Nezalezhnosti, nella giornata del 1 dicembre hanno iniziato a costruire una tendopoli. Viene dichiarato l’inizio della protesta pacifica a tempo indeterminato, fino alla totale realizzazione delle condizioni dell’Euromaidan.
  • Photo: Sergey Supinsky, AFP
    In piazza Maidan vengono costruiti le cucine, il palco, i punti di informazione, i punti medici, i bagni, le guardie e addirittura l’università. Tutto ciò si è realizzato grazie all’autoorganizzazione dei cittadini, in modo spontaneo, senza gli ordini e le indicazioni “dall’alto”.
  • Photo: Markiyan Matsekh
    Le proteste simili sono iniziate anche nelle tante regioni dell’Ucraina. Nelle decine di città costruiscono le tendopoli, svolgono i meeting regolari, raccolgono il vestiario e gli alimenti per sostenere i manifestanti a Kyiv. A sostegno dell’Euromaidan in tanti paesi del mondo svolgono gli eventi culturali, le marce e le manifestazioni.
  • Photo: Volodymyr Shuvayev, AFP
    Presidente Viktor Yanukovych respinge tutte le richieste e rifiuta di condurre un dialogo con i manifestanti. Nonostante Yanukoviych avesse dichiarato pubblicamente i suoi impegni di rispettare il diritto per la protesta pacifica, nella notte tra il 10 e l’11 dicembre il governo tenta di sgomberare la tendopoli nel centro di Kyiv.
  • Photo: Maksym Balandiukh
    Nell’attacco contro i manifestanti hanno partecipato le centinaia dei poliziotti, inclusi i reparti dei corpi speciali. Tuttavia, per la difesa di Maidan sono scesi per le strade migliaia degli abitanti di Kyiv, che hanno raggiunto il centro città di notte, quando la temperatura fuori era -10°C. I cittadini hanno bloccato con i propri corpi l’accesso a Maidan e non hanno permesso di sgomberare la tendopoli.
  • Photo: Mykhaylo Petiakh
    Al mattino i manifestanti hanno iniziato a chiedere le dimissioni del Presidente Yanukovych.
  • Photo: Brendan Hoffman, Getty images
    L’Euromaidan ha resistito all’attacco ed è diventato il territorio della libertà nel paese, dove il Presidente Yanukovych e la sua squadra imponevano le loro “regole”. Il centro di Kyiv si trasforma nella Sich di Zaporizhzhia cosacca, si trasforma nella comunità delle persone libere e orgogliose.
  • Photo: Petro Zadorozhnyy
    Il trattamento, che il governo ha riservato ai propri cittadini non fa altro che aumentare la quantità dei sostenitori di Euromaidan. Le decine di migliaia dei volontari hanno cominciato a supportare il Maidan, fornendo i medicinali, gli alimenti e i soldi.
  • Photo: Vladyslav Musienko
    Per screditare la protesta popolare il governo ha iniziato ad organizzare le manifestazioni contro il Maidan. Per il cosiddetto Antimaidan radunavano i partecipanti a pagamento, oppure a costrizione, minacciando di licenziarli dal loro lavoro, in particolare in questo modo radunavano i dipendenti statali. Oltre alle sfere non protette della popolazione, all’Antimaidan portavano anche i delinquenti, che praticavano gli sport, i cosiddetti “titushky”, per provocare le risse.

Dicembre

  • Photo: YURI KOCHETKOV, EPA
    Dopo la perdita degli alleati nell’Europa e dell’autorità tra i propri cittadini, il Presidente Yanukovych esegue i passi attivi per avvicinarsi di più alla Russia. Prendendo l’esempio dalla Russia, nell’Ucraina vengono attaccate le libertà civili.
  • Photo: Maks LEVIN, LB
    Il giorno 16 gennaio del 2014 arriva la svolta decisiva. La Verkhovna Rada, violando il regolamento del Parlamento, ha approvato le leggi, che limitano significativamente la libertà di parola, la liberta di manifestare, l’attività delle organizzazioni non governative. I deputati praticamente hanno reso illegale qualsiasi tentativo di presentare la posizione alternativa, perché veniva applicata la censura su Internet, la registrazione obbligatoria dei siti, la vendita delle SIM-card solo dopo previo presentazione del passaporto.
  • Photo: ZN.UA
    Queste “leggi dittatoriali” sono state approvate grazie alla maggioranza filo-presidenziale, cioè il Partito delle Regioni e il Partito Comunista, la maggioranza dei deputati non hanno neanche letto le leggi, che hanno approvato.
  • Photo: Kudymets Maksym
    Nell’Ucraina iniziano le pratiche di rapimenti e pestaggi degli attivisti pubblici. Dalle altre regioni portano a Kyiv i delinquenti, che danno il via al terrore sulle strade: bruciavano le auto, pestavano la gente, intimidivano, ecc ecc. Per opporsi a questo fenomeno i cittadini si organizzano, in particolare viene creata la comunità di “Automaidan”, per difendere la città dalla criminalità filo-governativa.
  • Photo: GURNIAK VIKTOR, LUFA
    I cittadini non vogliono accettare di rinunciare alle libertà democratiche e si ribellano alla tirannia. In via Hrushevksoho, sulla strada per il Palazzo del Governo e per il Palazzo del Parlamento, scoppiano gli scontri tra i manifestanti e la polizia. La polizia negli scontri utilizza le armi da fuoco, le bombe stordenti e i mezzi blindati.
  • Photo: Trebukhov Maksym
    Negli scontri da parte della polizia, contrariamente alla legislazione dell’Ucraina, partecipano i combattenti dello spetsnaz Russo. La polizia pesta e umilia in vari modi i manifestanti catturati, ad esempio li spoglia, quando fuori si gela, e costringe a fotografarsi.
  • Photo: Ratushniak Oleksandr
    In seguito alle azioni violente e illegali della polizia alcune persone sono morte, mentre le centinaia sono rimaste ferite. Contemporaneamente agli scontri in via Hrushevskoho il governo organizza gli omicidi e i rapimenti dei feriti dagli ospedali.
  • Photo: Kudymets Maksym
    Dopo qualche giorno degli scontri il governo fa un passo indietro. Euromaidan rimane in piazza fino all’attuazione di tutte le richieste, annunciate prima.

Gennaio

  • Photo: Maks Levin
    Il giorno 18 febbraio del 2014 i partecipanti delle proteste hanno organizzato una marcia pacifica fino al palazzo del Parlamento, con la richiesta di revocare le “leggi dittatoriali”. Però il governo ha rifiutato di ascoltare i propri cittadini per un’altra volta.
  • Photo: Vladyslav Musienko
    Nonostante la promessa del governo di garantire la sicurezza dei manifestanti, qualche centinaia dei criminali armati insieme alla polizia aggrediscono la marcia. Questo attacco ha dato l’inizio ai 3 più sanguinosi giorno di Euromaidan.
  • Photo: REUTERS, Stringer
    Il governo, usando i mezzi blindati pesanti, i tiratori scelti e i criminali armati, comincia ad assaltare il Maidan.
  • Photo: Alexander Sherbakov, AP
    Più di cento persone sono morte, le migliaia sono ferite.
  • Photo: Yurko Dyachyshyn
    L’attacco sanguinoso a Maidan ha smosso le regioni dell’Ucraina.
  • Photo: Yurko Dyachyshyn
    Siccome il governo continua a ignorare le richieste dei manifestanti, allora i cittadini nelle regioni occupano i palazzi delle autorità locali.
  • Photo: Palamarchuk Pavlo
    La polizia abbandona gli uffici e si ritira. Per combattere le bande criminali i cittadini creano le guardie pubbliche, che pattugliano le città.
  • Photo: YouTube screenshots
    Presidente Yanukovych perde completamente il controllo della situazione nella capitale, nelle regioni occidentali, centrali e meridionali del paese. Nella notte tra il 21 e il 22 febbraio del 2014 Viktor Yanukovych lascia Kyiv e va a Kharkiv, dove con il sostegno della Russia cerca di organizzare l’assemblea per poter dichiarare le regioni orientali indipendenti dall’Ucraina. Tuttavia, questo piano fallisce.
  • Photo: Konstantin Chernichkin, REUTERS
    Yanukovych e la maggioranza del suo governo fuggono in Russia, portando con se e beni rubati in Ucraina. In base alla Costituzione dell’Ucraina il fuggiasco è stato destituito dalla carica, in quanto impossibilitato di eseguire i doveri nelle sue mansione da Presidente. Lo speaker del Parlamento, Oleksandr Turchynov, viene nominato Presidente ad interim, fino alle elezioni del nuovo Capo di Stato. È stato creato un nuovo governo con Arseniy Iatseniuk a capo.
  • Photo: Yurko Dyachyshyn
    Dopo la fuga dei precedenti capi di Stato, gli ucraini scoprono i numerosi fatti degli abusi di ufficio e della corruzione. I cittadini hanno la possibilità di vedere le abitazioni private del Presidente, del Procuratore generale e degli altri funzionari, i quali secondo l’informazione ufficiale non possedevano alcun business e non potevano avere dei grossi beni.
  • Photo: Brendan Hoffman, Europress
    In totale, secondo i dati della Procura Generale, Viktor Yanukovych si è impossessato di più di 100 miliardi dollari dai fondi dello Stato.
  • Photo: Lazlo Beliczay, EPA
    L’Ucraina ha pagato il prezzo alto per liberarsi dalla dittatura e per avere la propria scelta di far parte dell’Europa.
  • Photo: Baz Ratner, Reuters
    Durante le proteste, a cominciare da novembre del 2013 e fino a febbraio del 2014, che venivano chiamate la “Rivoluzione della Dignità”, sono morte più di 100 persone. Tra le vittime del regime di Yanukovych, oltre agli ucraini, ci sono stati anche i bielorussi, armeni e georgiani.
  • Photo: Vladyslav Musienko
    Tutti loro fanno parte del Memoriale dei martiri per l’Indipendenza ucraina, chiamato Centuria Celeste.
  • Photo: Yurko Dyachyshyn
    Subito dopo il rovesciamento del regime di Yanukovych è iniziato il ripristino della vita pacifica e della stabilizzazione dell’economia. Il compito più importante era di svolgere le elezioni del Presidente il 25 maggio, affinché lo Stato ottenga il suo Capo legittimo.
  • Photo: Vladyslav Musienko
    Finché nella capitale cercavano di ripristinare il lavoro della polizia, i suoi doveri li svolgeva “l’Autodifesa di Maidan”. Che a sua volta si è occupata della protezione dei palazzi dei ministeri, del Palazzo di Parlamento, e delle ambasciate degli Stati stranieri.
  • Photo: Volodymyr Hontar, UNIAN
    Il nuovo Governo da subito ripristina il processo dell’integrazione con l’Europa.

Febbraio

  • Photo: Ivan Sekretarev, AP
    Quando è chiaro, che il tentativo di corrompere le autorità ucraine fallisce, mentre il nuovo governo intraprende la direzione verso l’Europa, il leader Russo usa l’aggressione militare diretta.
  • Photo: Sean Gallup, GETTY
    Approfittandosi della presenza delle proprie forze armate della Flotta di Mar Nero sul territorio della penisola di Crimea, la Russia occupa le istituzioni pubbliche, le unità militari e gli impianti dell’infrastruttura importanti. La Russia ha ereditato dall’URSS la Flotta della Crimea. La sua dislocazione sul territorio dell’Ucraina era previsto negli accordi internazionali, per un periodo determinato.
  • Photo: ANTON PEDKO, EPA
    La Russia, occupando la Crimea, viola tutti gli accordi internazionali, nei quali essa riconosceva i confini attuali e garantiva l’integrità territoriale dell’Ucraina. Ad esempio, il “Memorandum di Budapest”, firmato nel 1994. Però, questo era solo l’inizio dei “giochi di potere” del presidente russo Putin.
  • Photo: VIKTOR DRACHEV, AFP
    I militari russi e il governo autoproclamato organizzano sul territorio della Repubblica autonoma di Crimea, la parte integrale dell’Ucraina, un “referendum” per congiungerla alla Russia. Il giorno dopo la Russia subito riconosce i risultati di questo pseudo referendum e svolge a Cremlino la cerimonia “dell’accoglienza delle nuove terre” nelle migliori tradizioni sovietiche.
  • Photo: Ivan Sekretarev, AP
    Sul territorio della Crimea il governo occupante dà il via alle repressioni degli ucraini e dei tatari di Crimea (qirimli). I cittadini con le idee patriotiche vengono intimiditi e rapiti, alcuni sono stati ritrovati morti.
  • Photo: Sergei Grits, AP
    La comunità internazionale condanna la Russia e applica le sanzioni economiche. L’Assemblea generale dell’ONU con più di 100 voti “pro” riconosce la Crimea una parte dell’Ucraina. Solo la Federazione Russa e i suoi “alleati spirituali”, quali Armenia, Bielorussia, Bolivia, Cuba, Corea del Nord, Nicaragua, Sudan, Siria, Zimbabwe, Venezuela, votano “contro”.
  • Photo: Artur Shvarts, EPA
    Dopo l’occupazione della Crimea, sul territorio della penisola sono iniziate le violazioni dei diritti del popolo tataro, che non ha accettato l’occupazione, perché già per la seconda volta negli ultimi 100 anni è stato privato della propria Patria. Il dittatore precedente, che ha tolto la Crimea al suo popolo autoctono e lo ha deportato nel Medio Oriente, è stato Iosif Stalin.
  • Photo: Alexander Polegenko, AP Photo
    Sul territorio della Crimea inizia il periodo dei rapimenti e omicidi sullo sfondo razziale, o per le idee oppositori espresse pubblicamente. Le perquisizioni ingiustificate (anche delle organizzazioni musulmani) e gli arresti delle persone sono diventati una pratica comune. All’inizio, ai qirimli non viene concesso il permesso di celebrare l’anniversario della deportazione del proprio popolo, ma alla fine le autorità lo concedono, ma sotto il controllo delle file di polizia e i mezzi militari.
  • Photo: Reuters, stringer
    Ai leader dei tatari di Crimea, Mustafa Dzhemilev e Refat Chubarov, viene negato il permesso di entrare sul territorio della penisola. A Simferopoli bloccano l’attività di Majlis del popolo tataro di Crimea.
  • Photo: Lyseyko Markiyan
    In seguito all’occupazione dal territorio della Crimea a quello dell’Ucraina sono fuggiti più di 19 mila persone.

Marzo

  • Photo: REUTERS
    Dopo l’occupazione della Crimea le autorità russe hanno tentato di destabilizzare la situazione nell’Ucraina e separarne 8 regioni, il terzo della quantità totale.
  • Photo: YANNIS BEHRAKIS, REUTERS
    In primavera del 2014 i sabotatori russi cominciano apertamente il loro “lavoro” al sud e all’est dell’Ucraina.
  • Photo: Roman PELIPEY, EPA
    Per svolgere le provocazioni loro coinvolgono le persone povere e poco istruite, che si possono manipolare facilmente.
  • Photo: VIKTOR DRACHEV, AFP
    Sul territorio delle regioni di Luhans’k e Donetsk, seguendo lo “scenario crimeano”, entrano le unità speciali dell’esercito russo.
  • Photo: MARKO DJURICA, Reuters
    I russi occupano una serie dei palazzi amministrativi e distribuiscono le armi tra i criminali, quali hanno avuto per qualche anno il sostegno finanziario dalla Russia.
  • Photo: Vk mikaronkainen
    Contemporaneamente, nelle 6 regioni del Sud e Est Ucraino, per quali i russi hanno inventato un nome offensivo “Novorossia”, i provocatori portati in massa dalla Russia organizzano gli scontri.
  • Photo: Sergei Poliakov, AP
    A Odesa gli scontri provocati dai separatisti finiscono in una tragedia, con la morte di più di 40 separatisti e sostenitori della Russia.
  • Photo: Олександр Прилепа УНІАН
    Tuttavia, nelle regioni di Kharkiv, Dnipropetrovsk, Zaporizhzhia, Kherson, Mykolaiv e Odesa non c’è stata nessun aggressione russa diretta e nessun ingerenza militare, perciò i movimenti separatistici erano velocemente neutralizzati, molto spesso dagli stessi abitanti locali.
  • Photo: Reuters
    Sui territori delle regioni di Donetsk e Luhans’k occupati dai militanti russi lo Stato Ucraino dichiara l’Operazione Antiterrorismo (ATO).
  • Photo: Reuters
    L’ATO inizia nelle condizioni estremamente complicate, a causa dell’attività distruttiva di Viktor Yanukovych e delle centinai degli agenti di Mosca nelle strutture di forza ucraine, l’esercito si è presentato praticamente incapace di combattere, e nei servizi speciali regnavano i sabotatori.
  • Photo: Maks LEVIN
    Alcune parti patriotiche delle strutture di forze sono riuscite a localizzare l’attività dei separatisti. Nei Ministeri della Difesa e degli Affari interni iniziano a creare i battaglioni volontari, con l’aiuto di quali lo stato d’animo e lo spirito combattivo dell’esercito viene ripristinato e l’aggressione dei militanti viene fermata.

Aprile

  • Photo: Petro Zadorozhnyy
    I cittadini comuni danno un sostegno massiccio all’esercito. Loro si auto-organizzano e tramite le organizzazioni volontari riforniscono i militari con i necessari indumenti, alimenti, medicinali e aiutano a riparare i mezzi da combattimento.
  • Photo: Anastasia Sirotkina, Associated Press
    Il tentativo di provocare la secessione dell’Ucraina fallisce, nonostante tutti gli sforzi della Russia.
  • Photo: Facebook.com, petroporoshenko
    Le votazioni hanno dimostrato, che gli abitanti delle regioni sono uniti in un unico desiderio di salvare l’integrità del paese e di costruire lo Stato in base ai valori europei.

Maggio

  • Photo: Reuters
    I tentativi della Russia di indebolire l’Ucraina, con l’aiuto delle unità dei sabotatori e mercenari, non raggiungono successo, perciò la Russia inizia l’invasione delle truppe regolari nell’Ucraina, senza dichiarare la guerra.
  • Photo: Reuters
    L’invasione russa provoca l’espansione delle sanzioni nei confronti di Mosca da parte dei paesi civili.
  • Photo: Serhiy Loiko/Facebook
    Il Cremlino, grazie al controllo totale sui media russi, cerca di nascondere al proprio popolo la guerra iniziata. Però, in Russia ritornano le centinaia dei corpi senza vita dei loro cittadini.

Giugno

  • Photo: Oleksandr Ratushniak
    Nel giorno 17 luglio del 2014, dal territorio controllato dai terroristi filorussi, viene abbattuto l’aereo civile Boeing-777, che eseguiva un volo MH-17 da Amsterdam a Kuala Lumpur. Sono morte 298 persone.
  • Photo: Joshua Paul, AP
    L’aereo è stato abbattuto con il sistema missilistico antiaereo “Buk-M”, portato dalla Russia. Subito dopo l’abbattimento dell’aereo i terroristi hanno rivendicato l’attentato, ma dopo hanno negato il loro coinvolgimento. Anche la Russia ha iniziato a negare la sua complicità, in particolare hanno negato l’appartenenza del “Buk-M” alle Forza Armate Russe.
  • Photo: DOMINIQUE FAGET, AFP
    Contemporaneamente i terroristi non hanno permesso al gruppo investigativo internazionale di indagare con obbiettività sulle cause della tragedia, perché la maggior parte dell’area della catastrofe dell’aereo è stata minata. Le accessibili parti dell’aereo i terroristi hanno portato in Russia, per consegnare i rottami.

Luglio

  • Photo: Hromadske.tv
    Nelle zone delle regioni di Donetsk e Luhans’k, controllate dai terroristi, la situazione è al limite di una catastrofe umanitaria.
  • Photo: Sergei Karpukhin, Reuters
    I terroristi svolgono i bombardamenti dei quartieri residenziali e degli impianti industriali.
  • Photo: Mauricio Lima, NYT
    Vengono registrati i crimini contro i civili: le torture, i pestaggi, gli omicidi, i rapimenti e gli stupri.
  • Photo: EPA
    Nelle città arrivano i militari musulmani dal Caucaso, ciò dimostra l’ingerenza straniera nel conflitto nell’Ucraina.
  • Photo: TASS
    I vari gruppi dei terroristi combattono tra di loro per il controllo dei territori. Durante questi scontri armati vengono utilizzati gli armamenti pesanti, ciò provoca la morte degli abitanti civili. A causa delle operazioni di guerra, dalle regioni di Donetsk e Luhans’k verso le altre regioni dell’Ucraina, sono partiti più di 514 000 civili.
  • Photo: Darko Vojinovic, AP
    Con l’aiuto e il sostegno della Russia i militanti distruggono sistematicamente l’economia e l’infrastruttura del Donbas.
  • Photo: Maks LEVIN
    Sono stati distrutti più di 960 km di strade e 30 ponti. Più di 4500 palazzi residenziali sono stati distrutti.
  • Photo: Marko Djurica, Reuters
    Le attrezzature di una serie delle fabbriche, che producono le armi, sono state rubate e portate nella Federazione Russa. Anche il carbone, estratto nelle miniere sui territori occupati, viene esportato illegalmente in Russia.

Agosto

  • Photo: Roman Pilipey, EPA
    Il governo ucraino fa di tutto per ristabilire la vita normale nelle zone liberate dai terroristi. Tutte le operazioni della liberazione dei centri abitativi vengono svolte con la massima precisione.
  • Photo: Petro Zadorozhnyy
    Sui territori liberati dai terroristi portano le centinaia di tonnellate degli aiuti materiali. Viene ripristinato il lavoro di tutte le scuole e tutti gli asili, ricominciano a pagare le pensioni e gli stipendi.
  • Photo: Sergey Kozlov, EPA
    Per proteggere i civili il Servizio di Sicurezza svolge le operazioni di antisabotaggio, mentre l’esercito costruisce le linee della difesa con l’aiuto dei volontari – gli abitanti locali.
  • Photo: Maks Levin
    I cittadini ucraini da tutto il paese sostengono lo Stato nella lotta: dall’ovest all’est le migliaia dei volontari raccolgono milioni di hryvni per assicurare gli approvvigionamenti all’esercito ucraino.
  • Photo: Ukrainian Ministery of DefenSe
    L’enorme aumento del patriottismo, la trasformazione del paese nella Nazione, la creazione di un nuovo esercito veramente popolare, è il risultato della reazione della società ucraina all’aggressione russa.
  • Photo: Maks Levin
    Le centinaia dei militari ucraini, caduti nella guerra per l’Indipendenza, e i civili, le vittime dell’aggressore, diventano gli Eroi della Storia contemporanea dell’Ucraina. Mentre gli ucraini imparano il prezzo dell’Indipendenza, perciò la custodiranno per sempre.
  • Photo: ROMAN PILIPEY, EPA
    Una rinnovata nazione europea degli ucraini non permetterà più a nessuno di dubitare della sua esistenza, della sua storia e del suo Stato.
  • Photo: Petro Zadorozhnyy
    L’Ucraina ottiene un nuovo esercito, privo dei resti sovietici, l’esercito dei patrioti, per quali non ha importanza la regione di provenienza, la lingua o la religione di qualsiasi cittadino dell’Ucraina.
  • Photo: Ministry of Defense of Ukraine
    Ovviamente, il nostro esercito deve essere riformato in base agli standard militari occidentali. Certamente, il comando dell’esercito, a causa della mancanza di esperienza, purtroppo, non è sempre ideale. Tuttavia, l’esercito ucraino applica le riforme tecnologiche e supera in questo caso l’esercito russo.
  • Photo: GRABAR VITALIY, LUFA
    Importante, che l’esercito ucraino abbia già sconfitto quello russo con il suo livello di moralità, le decine di nomi e storie dei nuovi Eroi ucraini aspettano la loro ora, per essere sentiti. Sfortunatamente, le migliaia dei russi non hanno più la possibilità di tornare a casa e raccontare la verità su questa guerra assurda, iniziata dal Cremlino, in quanto sono stati seppelliti nelle decine di fosse comuni senza i nomi, sul territorio dell’Ucraina.
  • Photo: Olivier Hoslet Pool, AFP
    Durante l’anno passato l’Ucraina ha avuto il nuovo Presidente, i nuovi governo e parlamento, che hanno preso pubblicamente le responsabilità di gestire democraticamente il paese e condurlo sulla via per l’Europa.
  • Photo: Valentyn Ogirenko, REUTERS
    La legge anticorruzione ha iniziato il processo di lustrazione ed epurazione del potere. Ogni funzionario, che tenterà di evitare la lustrazione o continuerà di applicare la corruzione nella sua attività, non potrà sfuggire alla punizione, perché il popolo ucraino ha smesso di aver paura delle autorità.
  • Photo: Maks LEVIN
    La nuova Cortina di ferro, che divide il mondo democratico da quello totalitario, presto sorgerà al confine orientale dell’Ucraina. La firma dell’Accordo di Associazione con l’UE è solo il primo passo in questa direzione.
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    Gli ucraini moderni sono disposti a salvare per un ennesima volta la civiltà europea dall’Orda orientale, come i loro antenati: i ruteni della Rus di Kyiv, che fermarono nelle steppe i mongoli, e i cosacchi, che trattenerono l’invasione tartara.
  • Photo: Ratushniak Oleksandr
    E questa volta è per sempre.

Autunno